venerdì 3 giugno 2011

Fotovoltaico, quarto conto energia,intervista a Enerpoint

Quarto conto energia e mercato. Intervista a Viscontini di Enerpoint
Cosa pensa l'industria del fotovoltaico italiano del quarto conto energia?

Cosa pensa l'industria del fotovoltaico italiano del quarto conto energia? Qualenergia.it sta chiedendo ai dirigenti di alcune delle principali aziende come vedono il futuro del settore e del loro business dopo l'approvazione. Trovate tutte le interviste sul nuovo conto energia alle  aziende del fotovoltaico raccolte, assieme a molti altri contenuti, nel nostro “Speciale quarto conto energia fotovoltaico”.
Oggi è il turno di Paolo Rocco Viscontini, Presidente e AD di Enerpoint, azienda che dal 2001 vende moduli e inverter.

Viscontini, quanto crescerà il mercato italiano del fotovoltaico nel corso del 2011 dopo l'approvazione del quarto conto energia?
L’installato 2011 sarà certamente inferiore a quello del 2010. Stimo che nel primo semestre si sia installato  circa 1 GWp. Nel secondo semestre mi aspetto tra 1.500 e 2.000 MWp, ma soprattutto se si farà chiarezza sul premio del 10% in tariffa per gli impianti il cui valore è riconducibile per almeno il 60% a prodotti europei, la cui incertezza nell’interpretazione sta gravemente danneggiando la ripartenza del mercato. Una norma inserita per favorire l’industria nazionale alla fine sta danneggiando tutto il mercato (senza distinzioni di origine…).
Che impatto può avere questo premio per i prodotti europei?
Come accennavo prima il premio per i prodotti europei deve necessariamente essere chiarito. Se passa l’interpretazione richiesta da alcuni costruttori italiani (origine europea assegnata sulla base del sito in cui avviene l’ultima trasformazione), il premio verrà in pratica dato alla stragrande maggioranza dei produttori mondiali, visto che i principali produttori di moduli hanno già stabilimenti di assemblaggio in Europa (principalmente nell’Est Europa) e chi non li ha ancora provvederà ad averli nel giro di pochi mesi. In sostanza significa alzare del 10% le tariffe per quasi tutti. Non vedo il vantaggio per gli italiani. Se invece passerà l’interpretazione per cui la cella risulta discriminante per l’assegnazione dell’origine europea, almeno si premierà chi ha investito di più, tra l’altro nella produzione del componente più high-tech presente nel modulo. D’altronde a mio avviso un premio deve essere dato a chi si distingue. I costruttori italiani devono chiedere contributi diretti per le loro aziende, per fronteggiare la concorrenza extraeuropea sullo stesso campo, vale a dire il fronte finanziario, sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti molto agevolati. Usciamo dalla strenua lotta per il nuovo conto energia con la consapevolezza di aver conquistato un ruolo prima impensabile agli occhi dei responsabili politici. Il terreno era fertile per chiedere aiuti significativi per supportare un settore strategico per il Paese, ma temo che l’inserimento del premio in tariffa ora renda difficile l’ottenimento di aiuti più mirati e, per me, più efficaci. Una segnalazione importante: diversi costruttori e rivenditori promuovono i loro moduli come “europei” e quindi tali da garantire l’assegnazione del premio. Ritengo si tratti di pubblicità che potrebbe essere tranquillamente definita ingannevole, perché oggettivamente si sta ancora attendendo l’interpretazione della norma da parte del GSE. E’ un comportamento superficiale e scorretto.
Quali tipologie di impianto saranno favorite con il nuovo conto energia?
Il nuovo conto energia segna un chiaro indirizzo: promozione per gli impianti fotovoltaici sui tetti e limitazioni per quelli a terra. Bene l’assenza di cap per gli impianti a tetto fino al MWp di potenza installata. Male, ma necessario, il registro per gli impianti a terra oltre i 200 kWp.
La vostra azienda ha deciso di rivedere la sua strategia come conseguenza delle novità introdotte? Se sì, come?
In tutta onestà immaginavo che le grandi installazioni avrebbero subito dei problemi e quindi ci stavamo già orientando agli edifici, ambito in cui abbiamo comunque un’esperienza decennale e che tra l’altro risponde al meglio alla natura distribuita della generazione da fotovoltaico. La nostra esperienza si traduce in maggiori servizi ai nostri clienti installatori (ricordo che Enerpoint è distributore di componenti per impianti fotovoltaici a oltre 1000 installatori, che sono per noi clienti continuativi) e in iniziative di sviluppo impianti di grande dimensione per clienti investitori. Confermiamo infine lo sviluppo all’estero: siamo già presenti, con soddisfazione, in Germania e in Israele, e programmiamo almeno due ulteriori aperture entro la fine dell’anno.
Redazione Qualenergia.it
01 giugno 2011
Fonte   http://www.qualenergia.it/

domenica 29 maggio 2011

Germania fuori dal nucleare entro il 2022

BERLINO (Reuters) - La Germania chiuderà tutti i suoi reattori nucleari entro il 2022, come hanno deciso oggi i partiti della coalizione del cancelliere Angela Merkel, in risposta al disastro di Fukushima che ha determinato una drastica revisione della politica energetica.

Come atteso, la coalizione vuole mantenere lo stop agli otto reattori più vecchi dei 17 di cui è dotata la Germania. Sette sono stati chiusi temporaneamente a marzo, subito dopo il terremoto e lo tsunami giapponese che hanno investito Fukushima. Un altro era bloccato da anni.
Fuori uso entro il 2021 andranno poi altri sei reattori, ha detto alle prime ore di oggi il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen, dopo una riunione notturna nell'ufficio del cancelliere tra i leader della coalizione di centrodestra.
Gli ultimi tre reattori, i più nuovi, rimarranno operativi fino al 2022 per garantire che non ci saranno interruzioni nella fornitura di elettricità.
Merkel si era rimangiata a marzo la decisione presa alcuni mesi prima di estendere la vita delle centrali nucleari più datate in Germania, dove la maggioranza degli elettori è contraria all'energia atomica.
"E' definitivo: l'ultima data per le ultime tre centrali nucleari è il 2022", ha detto Roettgen dopo il vertice. "Non ci saranno clausole di revisione".
Alcuni politici volevano inserire nell'accordo una clausola che permettesse di rivedere in futuro lo stop al nucleare. I Liberi democratici (Fdp) non volevano alcuna scadenza, ma una finestra d'uscita molto flessibile, oltre all'opzione di riaprire uno dei sette reattori più vecchi in caso di emergenza.
La coalizione si è accordata per mantenere solo uno dei vecchi reattori come "riserva fredda" per il 2013, nel caso in cui la transizione verso le fonti rinnnovabili di energia e quelle di carbon fossile non riuscissero a soddisfare la domanda invernale.
Il grande terremoto e lo tsunami del marzo scorso hanno gravemente danneggiato la centrale giapponese di Fukushima, provocando la fuoriuscita di radioattività. L'episodio ha spinto alcuni governi, tra cui quello italiano, a riconsiderare la propria strategia nucleare.
(Annika Breidthardt)
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

giovedì 19 maggio 2011

Solar Energy Revolution n.1

 
Associazione Internazionale Italia-Africa.
Solar Energy, Peace, Poverty Alleviations, Culture
Volume 1, Issue 1 , SETTIMANALE, 


SOLAR ENERGY REVOLUTION


Pag. 1

L’ Associazione Internazionale Italia-Africa si propone come scopo principale di favorire la conoscenza e la diffusione delle energie rinnovabili, soprattutto solari, in Africa, Italia e ovunque. Si rivolge in primo luogo a un pubblico popolare perche’ sono proprio le persone comuni, giovani, lavoratrici/lavoratori, commercianti, persone originarie dei paesi meno ricchi,genitori, pensionate/i, artigiane/i, ad avere interesse ad un rapido cambiamento del sistema energetico.

Fotovoltaico a "Costo Zero"?
Installando un impianto fotovoltaico hai diritto agli incentivi statali per 20 anni del Conto Energia che, sommati ai risparmi sulla bolletta, ti consentono di ripagare l'impianto in circa 7-8 anni

Nuova normativa per il fotovoltaico, dopo due mesi di attesa manca ancora la firma dei Ministri.

Nel luglio 2010 fu approvata la legge per regolare il settore fotovoltaico dal 2011 al 2013. A inizio marzo 2011 questa legge e’ stata sospesa per le installazi-oni di impianti successive al 31 maggio 2011, bloc-cando di fatto tutte le attivita’ del settore.
Ora c’e’ una bozza del governo sui nuovi incentivi che, oltre a non piacere a tutti i soggetti interes-sati, non e’ condivisa ad oggi (30 aprile) neanche dal Ministro per l’ Ambiente Prestigiacomo.
C'e’ accordo invece nel governo per la parte che riguarda i piccoli impianti, che vedranno il vecchio conto energia valido fino al 31 agosto 2011 e poi una decrescita continua ogni mese, gia’ definita. Quindi le imprese possono ricominciare a proporre contratti, i clienti possono ricominciare a chiedere preventivi.

Pag. 2

Che cosa e’ un impianto solare termico

Un impianto solare termico trasforma l’energia solare in energia termica per mezzo dell’ effetto serra. Il riscaldamento dell’ acqua avviene ad opera di un fluido termovettore (che trasporta calore) che dai pannelli esposti al sole arriva al serbatoio di accumulo dell’acqua. Il riscaldamento dell’acqua puo’ servire per uso sanitario (acqua per uso domestico) o per il riscaldamento di locali.
Le componenti principali di un impianto solare termico sono:

Collettori solari (pannelli esposti al sole)
Serbatoio di accumulo (dell’ acqua)
Circuito distributivo (del fluido termovettore e dell’ acqua)
Centralina di controllo e dispositivi di integrazione termica

Come lo stato italiano aiuta le installazioni di impianti solari termici.

In Italia e’ possibile detrarre dalle tasse il 55% delle spese sostenute per le opere edilizie che favoriscono il risparmio energetico. Questa detrazione viene fatta nei dieci anni successivi all’ intervento edilizio. La legge, attiva dal 2007, ha permesso a circa 800.000 cittadini di usufruire di questo bonus. In questo momento e’ in vigore solo fino al 31 dicembre 2011 ma e’ probabile che, vista l’ utilita’ del provvedimento, il meccanismo venga ancora prorogato . Questo meccanismo porta a entrate fiscali minori per lo stato ma permette di recuperare una parte delle mancate entrate perche’, imponendo la fatturazione regolare dei lavori poi detratti, aumenta i versamenti Iva e Irpef che non avvengono in caso di attivita’ non dichiarate, e spesso questo tipo di interventi erano effettuati “ al nero ".

Pag. 3

Che cosa e’ un impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico produce energia elettrica sfruttando la luce proveniente dal sole. Per un fenomeno chimico , chiamato effetto fotovoltaico, due strati congiunti e sovrapposti, uno di silicio drogato con fosforo e un altro di silicio trattato con boro, se esposti alla luce del sole provocano la presenza di energia elettrica costante continua.
Alla base di un impianto fotovoltaico c’e’ la cella, quasi sempre di silicio, monocristallino o policristallino, con una area di 100 cmq. Le celle vengono poi assemblate in maniera opportuna formando dei moduli, pannelli. I moduli esposti al sole producono energia elettrica in maniera proporzionale all’ intensita’ dell’ insolazione.
L’ energia elettrica cosi’ prodotta puo’ essere immessa nelle rete elettrica locale. In questo caso c’e’ necessita’ di un strumento chiamato convertitore o inverter che trasforma l’ energia elettrica continua in energia elettrica a corrente alternata uguale a quella che circola nella rete.
Ma un impianto puo’ anche essere isolato dalla rete elettrica e produrre energia che viene sfruttata solo dal produttore. In questo caso l’ energia o e’ usata immediatamente o, se si vuole conservare e sfruttare in un momento successivo, ha bisogno di un accumulatore , una pila, che conservi l’ energia prodotta.
Un impianto fotovoltaico a isola permette di avere energia elettrica anche in luoghi dove le reti elettriche non arrivano,senza neanche la necessita’ di portare nel luogo di produzione fonti energetiche da altri posti.

Associazione Internazionale Italia-Africa 
Via Cisternino 69 , 00133 Rome Italy
Email: aiiaonlus@gmail.com -
Website: www.aiiaonlus.blogspot.com
Marco Palombo / Presidente Tel: 3462256671 -
Edwin Aligwo / Vice-Presidente Tel: 3488868649

Pag. 4

Verso il referendum sull’ energia nucleare, 12-13 giugno 2011.

Il 12-13 giugno si terra’in Italia un referendum per la cancellazione delle norme che permettono la costruzione di nuovi impianti nucleari per la produzi-one di energia elettrica. Insieme alla domanda sul nucleare ce ne saranno altre su “acqua pubblica” e “legittimo impedimento”. Chi non vuole la costruzi-one di centrali nucleari nel nostro paese deve vo-tare SI alla cancellazione di norme che permettono nuove installazioni.
Perche’ il risultato del referendum sia valido e’ ne-cessario che partecipi al voto il 51% degli aventi diritto e questo quorum in Italia non viene raggiunto dal 1994. Si prevede una maggioranza di SI (cioe’ di voti contrari al nucleare) e cosi’ i favorevoli a questa tecnologia cercheranno di convincere la gente a non andare a votare.
Noi invitiamo a votare contro nuove centrali nu-cleari, invitiamo quindi a VOTARE SI perche’:

Il nucleare e’dannoso anche quando non ci sono incidenti; per esempio, lo studio di un’ Universita’ tedesca ha osservato che tra i bambini abitanti nel raggio di 5 km da una centrale nucleare c’e’ un au-mento del 160% per i tumori e del 220% per le leucemie.

E’ ancora irrisolto il problema delle scorie, che ven-gono sigillate in depositi ma conservano la radioat-tivita’ per moltissimi anni. In Italia dobbiamo ancora trovare il modo di conservare le scorie radiottive prodotte fino al 1987 quando un primo referendum blocco’ le centrali nucleari nel nostro paese.

Non e’ vero che l’ energia prodotta da nucleare sia piu’ economica dell’ energia prodotta da altre fonti, perche’ gli impianti nucleari hanno costi aggiuntivi per la chiusura e la bonifica delle centrali dopo la fine del ciclo produttivo, per lo stoccaggio delle scorie radioattive, per la sicurezza e la sorve-glianza, mentre non sono misurabili i costi per i danni alla salute e all’ ambiente.

How solar PV works

Solar PV (Photovoltaic) means making electric power by using the power of the sun. This power can be used for powering small and large businesses, homes, hospitals est. It can also be used for light-ing houses in rural areas and to power electric appliances. How solar energy is converted to power By using a solar panel, the energy from the sun can be collected and used for the production of electricity. The way this works is simple. You can compare collecting solar en-ergy to collecting water. Instead of a roof that is collecting the rain you have a panel. The tank which stores the water is replaced by a battery which now stores the electricity. Wires transport the electricity to the appliances such as lamps, a TV or a radio, while a water col-lection system uses pipes to transport the water to sinks or a shower. The solar panel is placed on top of a house or on a pole within easy reach of sunshine. When the sun falls on the solar panel, low voltage electricity (e.g. 12 V) is generated. During the day, the electricity pro-duced by the solar panel charges the battery so that the electricity can also be used when the sun does not shine (to watch a television program or to light up lamps)!.

Moria di massa nelle fattorie di Fukushima

Decine di migliaia di animali da fattoria sono stati abbandonati nella zona evacuata intorno all’ impianto nucleare di Fukushima. Molti di loro sono gia’ morti. Le autorita’ della Prefettura di Fu-kushima dicono che nella zona c’erano circa 300 fattorie con bestiame, con 3mila mucche, 30mila maiali, 600mila polli.
Un veterianario ha visitato le stalle e i pollai venerdi’ 22 aprile, prima che l’ area fosse dichiarata off-limits, e ha raccontato che sono morti quasi tutti i polli, il 60% delle mucche da latte nelle stalle, la maggior parte dei maiali; sono invece ancora vivi il 70% dei maiali nelle stalle con alimentatori automatici e quasi tutti gli animali che pascolano.
I contadini stanno chiedendo al governo il permesso per fare uscire dall’ area gli animali oppure di prendersi cura del bes-tiame. Qualcuno di loro chiede di poter fare eutanasia agli ani-mali rimasti.Ma il Ministro dell’ Agricoltura ha dichiarato che sara’ difficile permettere alla gente di entrare nell’ area vietata per fare eutanasia o alimentare gli animali.

mercoledì 11 maggio 2011

Fotovoltaico, quarto conto energia, incentivi e novita'

Cosa cambia con il quarto conto energia?

I grandi impianti non saranno così redditizi se i costi non scenderanno sotto 1.800 €/kW. Un freno anche dalle procedure burocratiche. Ma i piccoli resteranno convenienti. Diverse novità positive per il settore, anche se l'applicabilità resta tutta da definire. Il 4° conto energia secondo Davide Chiaroni dell'Energy Strategy Group del Politecnico.

Il quarto conto energia per il fotovoltaico è stato firmato venerdì e in questi giorni gli operatori del FV italiano e gli investitori stranieri stanno sezionando le circa 40 pagine del decreto (disponibile qui) per capire come funzioneranno le novità introdotte e che conseguenze avranno sul mercato. Qualenergia.it lo ha chiesto a Davide Chiaroni dell'Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, uno degli autori del Solar Energy Report, uno degli studi più recenti e importanti su mercato e filiera del solare in Italia (Qualenergia.it, Fotovoltaico, una filiera nazionale in crescita).

Professor Chiaroni, iniziamo con un giudizio sintetico su questo quarto conto energia ...

La direzione generale è quella di favorire gli impianti di piccole dimensioni o quelli su tetto sotto al megawatt. L'obiettivo del governo era evidentemente limitare la proliferazione di grandi centrali. Si privilegia dunque la distribuzione di impianti di taglie piccole e medie e le soluzioni industriali basate sull'autoconsumo.

La riduzione delle tariffe stabilita continuerà a garantire una buona redditività, anche in relazione all'andamento dei costi?

Mentre per le taglie più piccole la profittabilità resta buona, come ci si aspettava, i più colpiti sono gli impianti grandi. Già nel terzo conto energia la redditività di queste taglie era stata abbastanza ridimensionata, costringendo ad abbassare i costi per far sì che l'investimento restasse profittevole. Da dicembre 2011, secondo i nostri calcoli, perché i grandi impianti a terra restino redditizi si dovrà scendere al di sotto dei 1.800 euro a kW installato.

Ce la si può fare?

Il taglio dei costi necessario è drastico, tenendo conto che attualmente superiamo i 2.500-2.800 euro a kW installato. Va poi detto che la riduzione dei costi non è aiutata dalle nuove procedure burocratiche introdotte, ossia l'iscrizione al registro. Questa allungherà il tempo necessario ad accedere agli incentivi, causando ulteriori problemi di bancabilità dei progetti.

Con il nuovo decreto il sistema incentivante diventa simile in certi aspetti a quello tedesco, con tariffe che verranno rimodulate al raggiungimento di determinati obiettivi in termini di installazioni. Che effetti avrà questo cambiamento sul settore?

C'è un grosso punto di domanda legato a come si sfrutterà la finestra fino al 31 agosto: fino a quella data i grandi impianti saltano la procedura di iscrizione nel nuovo registro, una delle novità più problematiche introdotte dal nuovo conto energia. Fatto salvo questo, la dinamicità del sistema non è a priori una cosa negativa, come ci mostra l'esperienza tedesca. Nel nostro caso, a differenza che in Germania, le tariffe verranno modulate a seconda della spesa complessiva determinata dal sistema incentivante e non in base alla potenza, una cosa che mi sembra rappresenti meglio la realtà.

Dal 2013 ci sarà poi il passaggio alla tariffa omnicomprensiva, che incorpora nell'incentivo il prezzo di vendita dell'elettricità ...

Anche il passaggio dalla feed in premium alla tariffa omnicomprensiava non sarà così scardinante. Stiamo facendo delle stime per verificare come cambierà la redditività rispetto al vecchio sistema, ma va detto che il prezzo dell'energia in questi ultimi anni si è rivelato abbastanza stabile. Il fatto che questo sia incorporato nella tariffa incentivante, su un orizzonte temporale così breve, dovrebbe avere un effetto stabilizzante. Resta da vedere come sarà colpito l'autoconsumo: la tariffa per la parte di elettricità non venduta, ma consumata dal produttore, è demandata dal decreto ad un'ulteriore specificazione.

Ci sono tipologie di impianti per cui il cambiamento sarà più conveniente?

Qui è appunto determinante vedere come sarà definito il premio all'autoconsumo. Se per i piccoli impianti residenziali questo non dovrebbe essere rilevante, per impianti commerciali di taglia media per cui quali l'autoconsumo rappresenta un vantaggio decisivo per il ritorno dell'investimento, ad esempio quelli sul tetto di un'industria, sarà invece fondamentale vedere come sarà remunerata l'energia non immessa in rete. Se l'autoconsumo dovesse divenire meno conveniente rispetto al vecchio sistema poteremmo avere un'ulteriore riduzione della taglia media degli impianti.

Tornando alle novità immediatamente operative, il quarto conto energia introduce una maggiorazione del 10% sulle tariffe incentivanti per quegli impianti realizzati con almeno il 60% di componenti realizzati in Europa. Che impatto potrà avere questa norma protezionistica sulla realizzazione degli impianti e sulla filiera italiana del fotovoltaico?

Dalle nostre prime simulazioni risulta che spendere almeno il 60% dei costi di investimento in prodotti europei significa che in pratica non si potranno comperare moduli fabbricati fuori dall'Unione. O il modulo e la struttura o il modulo e l'inverter, ma sicuramente il modulo dovrà essere acquistato in Europa. Potenzialemente è un meccanismo virtuoso per la filiera europea del FV. Bisogna però poi capire praticamente come questo meccanismo verrà applicato, quali meccanismi di tracciabilità verranno messi in piedi con i regolamenti. Il rischio è che, ad esempio, si comprino moduli extra UE che poi vengono fatti risultare europei a seguito di minime rifiniture. Le questioni sono molte: ad esempio, come verrà conteggiata la spesa per un modulo italiano fatto con celle cinesi? Insomma, una norma virtuosa ma dalla difficile applicabilità. Molto dipenderà da come verranno scritti i regolamenti.

Altre novità rilevanti contenute nel decreto che vanno evidenziate?

Quella sugli inverter: per la prima volta si prevede che gli inverter debbano avere la possibilità di esser scollegati dalla rete in remoto. Un passo verso la smart grid: questo permetterebbe di stabilizzare in alcuni momenti la rete elettrica in alcune aree in corripondenza dei picchi di produzione, gestendo i sovraccarichi attraverso il distacco degli impianti. E' un modo di migliorare le prestazioni della rete sul brevissimo termine senza investire nelle infrastrutture. Ovviamente, qui sarà cruciale capire come e se verrà remunerata l'energia che non viene immessa in rete quando questi inverter vengono scollegati: come per l'incentivo ai prodotti 'made in Ue' si tratta di una novità potenzialmente positiva i cui risultati dipendono però da come la si applicherà.

Giulio Meneghello
11 maggio 2011
Fonte www.qualenergia.it

mercoledì 30 marzo 2011

Renewable EnergyFor Rural Development-The Nigerian perspective!


Energy it is an essential
ingredient for socio-economic
development and economic
growth. The objective of
the energy system is to provide
energy services. Energy
services are the desired and
useful products, processes or
indeed services that result
from the use of energy, such
as for lighting, provision of
air-conditioned indoor climate,
refrigerated storage, transportation,
appropriate temperatures for cooking etc. The
energy chain to deliver these cited services begins with the
collection or extraction of primary energy, which is then
converted into energy carriers suitable for various end-uses.
These energy carriers are used in energy end-use technologies
to provide the desired energy services .
From the foregoing, it is clear that energy is an essential
input to all aspects of modern life. It is indeed the lifewire of
industrial production, the fuel for transportation as well as for
the generation of electricity in conventional thermal power
plants. The situation was such that nations were complacent
with the oil dominated scenarios of the 1950s and 1960s
during which time regular and reasonably cheap supplies
were available. However, oil producing countries caused a
world-wide reaction by deciding to increase the prices of
crude oil in the early seventies. Of course, the oil-rich countries
like Nigeria recorded tremendous economic gains. On
the other-hand, those developing nations that did not have oil
were subjected to serious economic problems as they suddenly
found themselves utilising, in some cases, up to 50% of
their foreign exchange earnings for importing petroleum products
or crude oil in order to sustain their oil-based industries
and public utilities .
Currently a high proportion of the world's total energy
output is generated from fossil fuels such as oil and coal. In
general, the quest for an option to conventional power
schemes for extension to remote and rural locations of developing
countries like Nigeria arises from the high costs associated
with the extensions, as well as the maintenance, of the
power grid system to rural areas. The costs of grid extensions
will vary widely from country to country and will be heavily
dependent on the system used, the length of connection required,
the type of topography, the usage pattern and the load
the supply point (Charters, 1985). More specifically,
the close relationship between
the proximity of energy
resources to the potential
users coupled with the high
cost of conventional energy
sources have led to a considerable
interest in the development
and application of
renewable energy resources.
Although research and development
activities are still
being seriously undertaken in
various aspects of renewable
energy utilisations, a number
of the technologies have since been shown to be feasible and
ready, for adoption into the economy. These technologies are
very suitable for the rural areas of Nigeria .
It is now universally accepted that fossil fuels are finite
and it is only a matter of time before their reserves become
exhausted. Estimates of reserves of fossil fuels all reach the
same conclusion. Extended use of these reserves, worldwide,
in the current manner will continue for no more than some
decades to come. The need for supplementary or even alternatives
that ideally will be non- depletable energy sources
have since been recognised. These non-depletable sources
are replenishable and are also referred to as renewable energy
sources as they are available in cyclic or periodic basis.
These include: Solar energy which has an estimated worldwide
average power potentials of 24W per square metre of
the earth's surface (assuming 10% efficiency); hydropower,
major sources of which are still underdeveloped, has an estimated
potential of the range 2-3TW with an annual output of
10,000-20,000TWh but is only available in certain areas of
the world; also available in limited areas of the world are
wind energy and biomass (Considine, 1977).
The purpose of this presentation is to highlight the role of
renewable energy for the rural development of Nigeria. The
paper will review the current level of the use of renewable
energy systems and thereafter put forward necessary policy
measures that are essential in order to promote the use of the
technologies. Section 2 of the article will look at some major
energy issues in Nigeria. Sections 3; 4; 5; and 6 will respectively
focus on renewable energy resource availability in
Nigeria; renewable energy for rural development; applications
of renewable energy in Nigeria; necessary measures for
promotion of renewable energy.

lunedì 28 marzo 2011

Occorrono metodi migliori per scegliere gli incentivi al fotovoltaico. Una proposta.

Questa proposta e' stata pubblicata, leggermente modificata, nella rubrica delle lettere del quotidiano il Sole24ore, giovedi' 24 marzo 2011.

I prossimi dieci anni del fotovoltaico italiano dovrebbero essere decisi entro venti giorni, nel frattempo il settore e' paralizzato, non lavora e qualcuno proprio non ha reddito.
Venti giorni che vedono l' Italia in guerra, in un momento cruciale per il nucleare con un conflitto tra posizioni diverse il cui esito sara' decisivo anche per il futuro prossimo del fotovoltaico (nel futuro piu' lontanto invece l' energia solare sara' in ogni caso l' energia prevalente). Penso che una scelta cosi' importante non vada fatta in modo affrettato e siano indispensabili metodi e tempi giusti. La fretta e la non trasparenza servono per imporre soluzioni utili ad altri interessi.
Qualcuno ha proposto che l' attuale legge (votata a luglio 2010, valida fino a dicembre 2013 con incentivi a scalare) rimanga in vigore fino al 31 dicembre 2011  e che nel frattempo si decida con metodi e tempi adeguati le nuove regole mentre pero' il settore lavora, non sta fermo.
Sarebbe opportuno che tutti, nei loro diversi ruoli, si impegnassero per questo e l' informazione riservasse a questa importante vicenda un po' di spazio e attenzione.

Marco Palombo e Edwin Aligwo
Associazione Internazionale Italia-Africa
Roma

mercoledì 2 marzo 2011

What Are The Important Things One Should Know in Green Energy!

Green energy refers to the use of power that is not only
more efficient than fossil fuel but that is friendly to the environment as
well. Green energy is generally defined as energy sources that dont pollute and
are renewable.There are several categories of green energy. They are anaerobic
digestion, wind power, geothermal power, hydropower on a small scale, biomass
power, solar power and wave power. Waste incineration can even be a source of
green energy.Nuclear power plants claim that they produce green energy as well,
though this source is fraught with controversy, as we all know. While nuclear
energy may be sustainable, may be considered renewable and does not pollute the
atmosphere while it is producing energy, its waste does pollute the biosphere
as it is released.The transport, mining and phases before and after production
of nuclear energy does produce and release carbon dioxide and similar
destructive greenhouse gases. When we read of green energy, therefore, we rarely
see nuclear power included.Those who support nuclear energy say that nuclear
waste is not, in fact, released into our earths biosphere during its normal
production cycle. They stress as well that the carbon dioxide that nuclear
energy production releases is comparable, in terms of each kilowatt hour of
electricity, to such sources of green energy as wind power.As an example of the
green energy production the average wind turbine, such as the one in Reading
England, can produce enough energy daily to be the only energy source for 1000
households.Many countries now offer household and commercial consumers to opt
for total use of green energy. They do this one of two ways. Consumers can buy
their electricity from a company that only uses renewable green energy
technology, or they can buy from their general supplies such as the local
utility company who then buys from green energy resources only as much of a
supply as consumers pay for.The latter is generally a more cost - efficient way
of supplying a home or office with green energy, as the supplier can reap the
economic benefits of a mass purchase. Green energy generally costs more per
kilowatt hour than standard fossil fuel energy. Consumers can also purchase
green energy certificates, which are alternately referred to as green tags or
green certificates. These are available in both Europe and the United States,
and are the most convenient method for the average consumer to support green
energy. More than 35 million European households and one million American
households now buy these green energy certificates.While green energy is a
great step in the direction of keeping our environment healthy and our air as
pollutant free as possible, it must be noted that no matter what the energy, it
will negatively impact the environment to some extent.Every energy source,
green or otherwise, requires energy. The production of this energy will create
pollution during its manufacture. Green energys impact is minimal, however.